Pietro è proprio un ragazzo dal cuore d’oro! Visita i senza tetto della città e parla con loro, gli offre un po’ di compagnia, di calore umano, doni che non hanno prezzo… ma non si limita a questo: quelle persone hanno bisogno di parole ma anche di mangiare e lui se ne occupa a cuor leggero, sempre con il sorriso sulle labbra. Pietro, tutte le sere, passa al centro commerciale dal suo amico Dino, il direttore, conosciuto per motivi di lavoro. Dino gli regala cesti di pane invenduto e prodotti alimentari scaduti da poco che, altrimenti, andrebbero distrutti. Cibo perfettamente commestibile e ancora buono. Di notte, mentre i suoi coetanei si rilassano in famiglia o escono a divertirsi, il ragazzo guida nel silenzio della città stanca per raggiungere i rifugi che i barboni si sono ritagliati all’ombra della metropoli, dove non disturbano lo sguardo delle persone “normali”. Vecchi sottopassaggi abbandonati, stazioni, casupole lungo l’argine del fiume, dove l’umidità dalla carne penetra fino alle ossa e passa oltre, ammala l’anima; sono questi i luoghi che Pietro visita come un’ombra silente, lasciando i generi di conforto senza disturbare il riposo di chi non trova riposo da se stesso.
L’indomani, dei senza tetto non c’è più traccia.
Secondo alcuni, la vicinanza emotiva e solidale di Pietro risveglia nelle persone la voglia di vivere, il gusto per la propria dignità; le spinge a riprendere il cammino abbandonato lungo le pieghe della vita, prima che la depressione le precipiti definitivamente nel baratro.
Secondo altri, invece, c’è qualcosa di strano in queste sparizioni…
Ah, dimenticavo che Pietro è anche un gran lavoratore e la bontà che dimostra ogni giorno sembra premiarlo, visto che la sua macelleria è sempre piena di clienti!
È proprio un bravo ragazzo, sì.