Battista Dossi, La notte (1544-1548), Gemäldegalerie di Dresda.

Nel Mito la Notte è la Madre primordiale, generatrice di tutti i principi cosmici.
Secondo gli Inni orfici si congiunse con il vento e depose un uovo d’argento (la Luna) dal quale nacque Eros-Fanete, il Desiderio che muove l’intero universo.
Come matrice universale, la Notte è legata all’elemento acquatico e sotterraneo, luogo di gestazione per i semi di tutte le cose; per questa sua caratteristica è considerata la sorgente di tutte le possibilità, il ventre delle idee che troveranno piena manifestazione alla luce del sole.
Nell’arte è raffigurata come una donna avvolta in un velo nero e cinta di papaveri, fiore dalla note capacità soporifere.
La Notte rappresenta inoltre la dimensione del sogno e dell’eros e l’ingresso nel mondo fantastico e occulto.
La scena nel dipinto del Dossi si ispira al motivo della “casa del sonno” di cui parla Ovidio nelle Metamorfosi.
Durante il giorno la Notte (la donna) riposa in una caverna nell’estremo Oriente, vegliata dagli animali e dalle divinità che compongono il suo seguito: il gallo, il gufo, la Luna e il Sonno (l’uomo con la barba).
Il Sonno tiene in mano un ramoscello intriso con l’acqua del Lete, il fiume infernale dalle proprietà ipnotiche.
Sullo sfondo una città in fiamme e in basso a sinistra creature mostruose personificazione degli incubi notturni…