di Debora Scalzo

Oggi ho il piacere di intervistare per la sezione libri “BubaBook”, lo “Scrittore in Divisa” Nicola Marchetti.

Nicola Marchetti nasce a Todi, vive a Terni e lavora a Roma, presso il Ministero dell’Interno, Dipartimento di Pubblica sicurezza. Scrive per la rivista Polizia Moderna ed è autore di spot e cortometraggi “CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE”, diffusi attraverso i canali Tv e web. Appassionato di fotografia e studioso di cinema, ama la contaminazione di generi sia tematica che stilistica. È ideatore e curatore delle pagine Facebook “Lux et Umbra, il grande cinema in bianco e nero” e “Secret Garden, dove nascono le storie”. “PANOPTICON” è il suo secondo romanzo dopo il thriller “IL VOLO DI ERMES”.

Ringrazio ufficialmente Nicola per la sua disponibilità e gentilezza, ma non solo, anche per il suo amore per l’arte e per la vocazione che nutre sin da ragazzo per la Polizia di Stato.
Vocazione che in qualche modo ci unisce e che ci ha fatto incontrare. In ultimo: RESTA SEMPRE COSI’!!!

Iniziamo l’intervista.

NICOLA “SCRITTORE” E NICOLA “POLIZIOTTO”.
COME NASCE LA TUA PASSIONE PER LA SCRITTURA?
E QUANDO NASCE LA TUA VOCAZIONE PER LA POLIZIA DI STATO?

La passione per la scrittura nasce prestissimo. Da bambino, restavo incantato davanti ai primi film di avventura e mistero che mi era concesso vedere; subito, iniziavo a immaginare possibili varianti e variabili alle storie e ai finali originali. Ma non solo: anche osservando coinvolto illustrazioni e dipinti, riuscivo a fantasticare di situazioni e intrecci più o meno discutibili.
Ricordo, che dopo aver visto un’immagine del Canto quinto dell’Inferno, mi ero messo in testa di scrivere il seguito dell’opera di Dante…
A otto anni si può far ridere senza essere ridicoli, dopotutto.
La vocazione per la Polizia di Stato nasce più tardi, durante il primo periodo universitario. Per esperienze di vita vissuta sentivo più degli anni effettivi che avevo e avvertivo il bisogno di fare qualcosa di concreto e utile per gli altri. Pensavo ai miei cari, alle persone che amo e al fatto che tutti ne abbiamo: amici, genitori, fratelli, persone importanti della vita. Ero poco più che maggiorenne, in salute e non mi sentivo affatto sciocco; ero pronto a dare il mio contributo. Spero di esserci riuscito e di farlo ancora.

IL TUO PRIMO LIBRO E’ USCITO NEL 2008 “IL VOLO DI ERMES”, UN RICORDO DEL TUO ESORDIO LETTERARIO?

Due cose, fra le tante che ricordo: l’apertura del pacco quando arrivarono le copie a casa e la soddisfazione quando cominciai a leggere le prime recensioni. Non si può piacere a tutti, sarebbe persino strano se così fosse, ma piacere a molti fu un ottimo risultato.

I TUOI ROMANZI SONO GIALLI PER ECCELLENZA, MISTERIOSI THRILLER PSICOLOGICI:
“IL VOLO DI ERMES” (2008) – “PANOPTICON” (2018). NELLE TUE STORIE DA COSA PRENDI ISPIRAZIONE?

Di fronte ai meccanismi narrativi, alle trovate geniali e al livello di introspezione psicologica dei grandi autori, di cinema e letteratura, mi sento piccolissimo e commosso: Kubrick, Calvino, Gogol’, Majakovskij, Hitchcock e tanti altri (mischio cinema e letteratura volutamente, sopra a certi livelli è solo Arte) lasciano tracce inimitabili, ma possono ispirare chiunque.

IL TUO ULTIMO ROMANZO, USCITO LO SCORSO 9 MAGGIO 2018: “PANOPTICON”, DI COSA PARLA E COM’E’ NATO?

“PANOPTICON” parla del confine tra esigenza di sicurezza e libertà di espressione. E’ un tema molto delicato ma, usando il genere thriller in modo surreale e fantasioso, spero di averlo fatto in modo divertente. Il libro è nato da un’idea di fondo: la realtà muta a seconda di chi la osserva, è un dato di fatto. Convivere insieme guardando realtà differenti crea inevitabilmente della conflittualità che va superata.

COME FAI A CONCILIARE IL LAVORO RESPONSABILE DEL POLIZIOTTO, CON QUELLO ARTISTICO DELLO SCRITTORE?

Senza contare la famiglia, poi…
Scrivo di notte, il fine settimana.
Ci si organizza, quando c’è vera passione.
Tu dovresti saperne qualcosa, considerando quante cose fai…

IL LIBRO CHE CUSTODISCI NEL CUORE?

Ho apprezzato molti libri, ma nel cuore porto i racconti di mio padre. Scritti su un semplice taccuino, per puro divertimento. Scoprii che aveva la passione della scrittura quando ormai non era più con noi, avevamo molto in comune.

IN QUALE CITAZIONE D’AUTORE TI RISPECCHI?

Credo che la vita sia un evolversi di momenti belli e/o difficili che si alternano e si compenetrano gli uni negli altri. Ovviamente, semplificando molto e senza voler fare il filosofo “de noantri”, detto alla romana… mi colpisce molto una chiusura di Nietzsche in “Così parlò Zarathustra”:

Qualcosa di sconosciuto è intorno a me e mi guarda pensieroso…
Ah, amici, è la sera che così mi interroga. Perdonate la mia tristezza!
Si è fatta sera: perdonatemi che si sia fatta sera!

SE DOVESSI SCEGLIERE TRA LA TRASPOSIZIONE CINEMATOGRAFICA DI UN TUO ROMANZO O LA TRADUZIONE IN INGLESE, COSA SCEGLIERESTI?

Si può scegliere tra i propri figli quello preferito? Entrambi, se dipendesse da me.

“BUBART BLOG”, PARLA DI ARTE PASSIONE PURA.
NON SOLO LIBRI, MA ANCHE MUSICA, CINEMA E MODA.
SE DOVESSI CONSIGLIARE LA LETTURA DI UN TUO LIBRO CON UN SOTTOFONDO MUSICALE,
QUALE CANZONE SCEGLIERESTI?

Adoro Einaudi e Yiruma, il loro pianoforte sarebbe un ottimo accompagnamento, mai invasivo.

ALL’INTERNO DEL MIO BLOG, CI SONO DUE SEZIONI A CUI TENGO MOLTO:
“BUBA ANGEL”, DEDICATA ALLE FORZE DELL’ORDINE PER NON DIMENTICARE.
“BUBA WOMAN” DEDICATA ALLE DONNE CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE.
DA SCRITTORE IN DIVISA, UNA TUA DEDICA SPECIALE A TUTTI I TUOI COLLEGHI E UN MESSAGGIO DI SPERANZA PER TUTTE LE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE.

Ai colleghi che si fanno in quattro ogni giorno sulla strada, dico semplicemente grazie. In divisa e quindi ben riconoscibili oppure dietro le quinte, fanno un lavoro particolare, di soddisfazioni ma anche di bocconi amari da ingoiare, a volte. Soprattutto di responsabilità. Avere un’arma in dotazione, prendere decisioni sulla libertà delle persone a volte in pochi attimi, molti non hanno il sentore di cosa significhi e comporti. Riguardo il tema della violenza di genere, sono stato attivo nella scrittura e nelle riprese di alcuni cortometraggi di sensibilizzazione sociale della Polizia di Stato. Il messaggio è sempre lo stesso: se esercita violenza fisica e/o psicologica su di te, questo non è amore. Non sentitevi sole, noi ci siamo. Non sempre basta, ma è sempre utile. Questo è certo. Chiamateci sempre.

PROGETTI FUTURI?

Un altro romanzo già iniziato e un soggetto cinematografico ormai quasi pronto, dipende da quanto sonno avrò i prossimi fine settimana…

DEDICA FINALE DI NICOLA MARCHETTI “SCRITTORE IN DIVISA” ALL’AUTRICE DEBORA SCALZO “DEVOTA ALLE FORZE DELL’ORDINE”.

Mi congedo ringraziandoti per questo spazio ma soprattutto per la tua arte, che metti spesso al servizio degli altri. L’altruismo è una dote rara, ma può essere contagiosa grazie a persone come te.

Intervista a cura di Debora Scalzo
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